
Ma davvero Bersani ha ricominciato a tirare i suoi fili? Ma davvero l’uomo che ha portato la sinistra italiana alla sua peggiore catastrofe si è rimesso in pista per piazzare i suoi uomini, organizzare correnti, dettare condizioni e stabilire rapporti di forza? Ma in quale Paese al mondo verrebbe ri-preso sul serio, uno cosí, dopo quello che ha combinato prima e dopo il 24 febbraio? Ma perché, cacchio, perché in questo Paese è cosí impossibile uscire di scena con serena dignità? Perché l’impellenza di chi fa politica dev’essere sempre restare aggrappati con le unghie alla giostra anche quando sei caduto rovinosamente facendo molto male non solo a te stesso, ma a milioni e milioni di persone? Non so, qualcuno dei miei amici che stanno in politica a volte dice che è ‘come una droga’.
Ma ci sono casi in cui forse verrebbe utile San Patrignano…
Ho un sentimento di stima per un ministro che affronta una platea di commercianti e dice loro “mi piacerebbe essere qua a dirvi che l’Iva non aumenta, vorrei, ma non lo posso fare”.
Semplicemente, la verità.
Quella che ci è stata negata per tanti anni dai venditori di sogni che stavano al governo e continuavano a dirci che tutto andava bene, che la crisi non c’era, che ne saremmo usciti da lì a tre mesi e in campagna elettorale ci rassicuravano che si poteva fare questo e si poteva fare quello.
Non accettare la verità - fischiando chi la pronuncia - significa comportarsi come bambini capricciosi e non come soggetti adulti e responsabili.
Penso pure che quei fischi di commercianti arrabbiati era meglio se si fossero elevati prima con la stessa forza e la stessa determinazione, quando qualcuno diceva “niente Imu sulla prima casa”. All’epoca, i fischi non li ho sentiti. I mancati fischi di quel periodo sono all’origine dei fischi di oggi e un ministro che dice loro la verità, nuda e cruda, non li merita.
O, al limite, li merita per quella parte che ha indotto pure lui a non opporsi più di tanto quando il Consiglio dei ministri di cui fa parte ha deciso il rinvio del pagamento dell’Imu…
…chiudono le fabbriche, chiudono i negozi, la gente non ha più accesso alla sanità, le scuole non insegnano, la cultura è stata abrogata, la casa non solo non è un diritto, ma ormai è più conveniente non possederla, eppure nulla accade.
Non c’è più Berlinguer fuori dal cancello di una fabbrica a difendere il diritto al lavoro e alla dignità. Non vi è più nessuno, se non quello che al cospetto dei minatori rinchiusi in galleria incita: “Uscite da qui, tornate dalle vostre famiglie e se vinceremo avrete il reddito garantito.”
Ecco, mio giovane amico perché tu non comprenderai mai un certo tipo di lacrime: perché Berlinguer, davanti ai cancelli della FIAT – per esempio – chiedeva lavoro, non prometteva elemosine.
Quando ho bisogno di rendere giustizia ai miei pensieri, rileggo Berlinguer. Mi disseto. Ripulisco me stessa dalle tossine delle metafore sportive, dallo svilimento della parole, dalla pochezza morale di questi personaggi da romanzetti gialli, da raccontini edulcorati sulla mafia che può anche essere buona, dall’opera erosiva di una propaganda che tende sempre più ad automatizzare il pensiero della gente, dalle urla isteriche dell’ultimo imbonitore che vende se stesso facendo credere di regalarti, in cambio il futuro.
29 anni fa, moriva Enrico Berlinguer. Ed ogni giorno continua a morire un po’…
| — | Capriccioli |
TO MY FOREIGN FOLLOWERS
last minutes of greece’s national channel ( 1:48 you can see how they shut them down)
please reblog so the world knows!!!!
Please watch. In order to learn more about the ongoing protests in Greece, read this.
Alcune domande ai grillini: siete proprio sicuri di poter fare a meno di un’informazione pubblica e fornita dallo stato? A cosa si rinuncia non pagando il canone di abbonamento? Adesso chi informa i Greci e perché e in quali modalità?
Per candidarsi alla segreteria del Partito Democratico è necessario rispettare alcuni passi preliminari. Uno di questi è scrivere un corposo documento che non sintetizza, ma espande, le due o tre idee che intendi portare avanti. I requisiti per completare tale lavoro in maniera degna sono i seguenti.
Posizionare qua e là frasi che non vogliono dire niente, ma che fanno un effettaccio al lettore. Cose tipo: “fare il PD per ricostruire la democrazia italiana nel cuore del processo di formazione dell’Europa federale”, che in un solo periodo riescono a infilare la triade partito-Italia-Europa nonché la coppia democrazia-federale; oppure “affermare la cruciale complessità di fronte alle scorciatoie populiste significa ricostruire la funzione di un gruppo dirigente che si legittimi in forza della sua visione storica e della sua autonomia culturale”, che uno legge, gli viene la sincope da ignoranza e dice “oh, però ci ha ragione, eh!”.
Scrivere alcuni passaggi in corsivo per conferire loro maggiore importanza e solennità. Per capire dove mettere le frasi in corsivo non è necessario avere chiari i punti realmente fondamentali: possono anche essere lanciati i dadi (per esempio, se vien fuori otto e dodici, verranno scritte in corsivo le righe dalla otto alla dodici della pagina in questione) oppure ci si può tappare gli occhi e con il dito casualmente andare sul documento per individuare le righe da scrivere in corsivo. L’importante è che le righe in corsivo ci siano, il dove è secondario.
Certe locuzioni, parole e frasi sono esiziali. Mai dimenticarsi “cuore pulsante”, “spazio politico”, “inclusivo”, “processi sociali”, “radicamento”, “rendere centrale nel dibattito”. Partire sempre dall’analisi del contesto internazionale, scendere al panorama italiano, giungere infine al partito.
Un accenno alla Chiesa cattolica, in un punto qualsiasi del testo, male non fa.
Un accenno al Mezzogiorno, pure quello male non fa.
Citare un paio di politici europei, magari in contrapposizione a Berlusconi, è molto opportuno.
Il significato vero del documento non deve mai essere messo nero su bianco, bisogna farlo capire tra le righe, con sapienti non detti e amabili punzecchiature velenose nei confronti degli avversari (mai nominati, ovviamente).
Avanzare un paio di proposte economiche e/o sociali, ma stando ben attenti a non entrare nello specifico: basta e avanza l’enunciazione di principio (“un nuovo patto fiscale fondato sull’alleggerimento della tassazione su imprese e lavoro”: sentite come suona bene, e poi non è impegnativo ed è assolutamente immune alle critiche#.
Il documento congressuale non è, né può essere #guai!) un luogo aperto…
Dito medio degli imputati contro amici e parenti di Stefano Cucchi: infermieri e agenti minacciano querele “solo un gesto liberatorio, non accetteremo altri insulti”.
Assassini pezzi di merda,occhio al cranio. Ecco, visto? Niente insulti, contenti?







